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21 dicembre 2015
SCREENING OCULISTICO NEONATALE

La visita dello screening oculistico neonatale è finalizzata alla diagnosi precoce di alterazioni anatomiche o funzionali degli occhi del bambino.

In particolare si vogliono diagnosticare in tempi utili a una terapia adeguata le affezioni più gravi quali cataratta, glaucoma, distrofie retiniche eredo-familiari, malformazioni, retinoblastoma.

Lo screening oculistico in età pediatrica assume, quindi, una notevole importanza permettendo di evidenziare patologie che passerebbero inosservate, in rapporto all’età dei piccoli pazienti.

Un intervento terapeutico precoce, nella cura di parecchie affezioni oculari, permette di evitare che l’eventuale patologia in atto possa provocare danni irreversibili sulla funzionalità visiva del piccolo, causandone la cecità.

Proprio nei primissimi anni di vita si sviluppa, infatti, la funzione visiva ed è in questo periodo che vanno evidenziate e, per quanto possibile, rimosse le cause che possano turbare tale sviluppo.

La visione è, infatti, l’organo di senso più importante per lo sviluppo generale e per la formazione del bambino.

Una delle cause più frequenti di cecità nell’infanzia è la cataratta congenita, la sua incidenza è pari a 1/2.500 nati vivi.

Può rendersi manifesta ai genitori nel caso sia totale, come una macchia biancastra al centro della pupilla ma solo una visita oculistica accurata potrà evidenziare la presenza di opacità meno accentuate. Tra le cause responsabili di tale patologia ricordiamo la rosolia se si manifesta nella madre entro il terzo mese di gravidanza).

Altro capitolo importante è il glaucoma che si verifica con una frequenza pari ad un 1/25.000 nascita.  II piccolo presenta fotofobia, dolore e lacrimazione, segni questi importantissimi che ci possono indirizzare ad esami più specifici che ci permetteranno di escludere o di confermare un tale sospetto.

Tra le cause di cecità nell’infanzia non vanno dimenticati i tumori del bulbo e dell’orbita; tra questi il retinoblastoma 1/30.000 nascite, la retinopatia del prematuro (retinopathy of prematurity o ROP) è un’affezione vascolare retinica multifattoriale che si sviluppa nei bambini di basso peso alla nascita (< 1.500 gr.) e di bassa età gestazionale (< 30 settimane).

Una certa importanza ha anche la modalità del parto, in quanto eventuali episodi di asfissia neonatale possono provocare facilmente lesioni a carico delle vie ottiche o dei centri nervosi deputati alla visione.

Un ultimo aspetto è l’ambliopia. Con tale termine si definisce un deficit visivo in assenza di alterazioni anatomo-patologiche. Anche in questo caso è fondamentale una diagnosi precoce, in quanto le possibilità di recupero dell’occhio ambliopico mediante apposita terapia decrescono in maniera proporzionale all’età del soggetto.

La visita comprende:

  • ispezione degli annessi oculari, valutazione della motilità delle palpebre e dei bulbi oculari, valutazione della motilità pupillare e ispezione del segmento anteriore.
  • previa midriasi farmacologia (tropicamide + fenilefrina 1%): esame oftalmoscopico indiretto del fondo oculare e valutazione della refrazione con schiascopia a striscia.

Per ottenere un buon effetto del collirio istillato, bisognerà attendere dai 40 ai 60 minuti e durante tale intervallo potrà rendersi necessario ripetere l’applicazione delle gocce.

Nel frattempo si possono eseguire le normali attività di cura del neonato. In genere l’effetto midriatico scompare del tutto nel giro di poche ore e non è necessario adottare particolari precauzioni.

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